Dott. Gian Paolo Botteghin

Università Jean Monnet di Bruxelles.

ESAME IRIDOLOGICO

L’iridologia è l’arte di interpretare i disegni, i colori, le forme architettoniche della parte visibile dell’occhio (l’iride, la pupilla e la sclera) e di mettere tale rilievi in relazione allo stato di salute dell’organismo: l’occhio diventa il microcosmo in cui si specchia il macrocosmo dell’intero corpo.

Il vero ruolo dell’iridologia diventa così quello di permettere un’indagine rapida e completa che consente di osservare i profondi collegamenti della vita e conforta nella scelta delle terapie più appropriate.

L’iridologo

L’iridologo è in grado di fare una valutazione in merito a certe problematiche e di consigliare al meglio rimedi naturali e dettami per uno stile di vita che lo riporti in equilibrio e quindi in salute.

Attraverso l’iridologia non si fa diagnosi, che è invece propria del medico, ma si fanno constatazioni sulla salute, considerando gli attuali processi in atto, siano essi organici ed emozionali, gli stati infiammatori e congestizi che possono esistere ma anche lo stato di intossicazione organica e a carico di quale organo o apparato viene riscontrata. 

Si indaga quindi sulle alterazioni degli umori (sangue e linfa) nonché sugli squilibri del sistema nervoso.

 

L’analisi iridologica è senza dubbio una delle tecniche di indagine oggi più utilizzate dai naturopati.

L’iridologia guida l’esperto che la sa praticare alla scoperta del grado e delle condizioni di salute di tutto il soggetto, a partire dal quadro fisico ma anche psico-emozionale, attraverso la lettura dell’iride dell’occhio. L’occhio è per questo considerato un mezzo importantissimo per osservare dall’esterno quello che succede dentro il corpo umano.

I segni iridei, secondo questa prospettiva, sono in grado di indicare sia le predisposizioni a sviluppare determinate patologie a cui il soggetto può tendere, sia a vedere la conseguenza di traumi subiti o avuti anche in passato. Un altro punto forte è quello di riuscire ad individuare le cause collegate agli squilibri e alle problematiche energetico-funzionali che il soggetto presenta. L’iridologia è quindi un mezzo di investigazione utile per lavorare in prevenzione prima che la “malattia” si instauri.

L’indagine iridologica, ovvero lo studio dei segni dell’iride e dei settori iridei in cui si localizzano, permette di delineare un quadro completo del soggetto esaminato a partire dal suo quid energetico, cioè dall’indice di vitalità, umore, difese immunitarie, personalità, sovraccariche e carenze, capacità di eliminazione dei residui metabolici e tossine, il livello di stress, la predisposizione all’invecchiamento, le debolezze di organi e apparati, il grado di mineralizzazione, le potenzialità di recupero dell’organismo e il livello complessivo di salute e altro ancora.

Per esempio, attraverso l’iridologia, possono essere evidenziati i principali tratti psicoemotivi, tanto che addirittura esiste una distinta branca rappresentata dall’iridologia psicosomatica. Importante è tener conto che i risultati della lettura dell’iride vanno sempre interpretati con buon senso, confrontandoli e integrandoli a quanto emerso durante il colloquio.

L’indagine iridologica non è né invasiva né dolorosa e viene effettuata mediante un apposito strumento non elettromedicale, l’iridoscopio, che, dotato di particolari lenti ottiche, consente di esaminare l’iride fin nei suoi più microscopici dettagli.

 Al mondo non esistono due persone che abbiano iridi uguali, anzi, le iridi sono diverse persino nello stesso individuo: colori, pigmentazioni, striature, rilievi, fenditure, anelli e altri segni le caratterizzano e le rendono uniche.

Si stima che i segni iridei genotipici, fenotipici, organici e funzionali siano all’incirca 1600, ogni mappatura dell’occhio è unica e irripetibile: forse un giorno l’iride sarà utilizzata come identificazione per ogni soggetto essendo dieci volte più sicura delle impronte digitali.

È vero anche che l’iride cambia e muta la sua struttura a seconda dello stile di vita della persona, dell’alimentazione, dei farmaci di cui si fa uso, dell’ambiente in cui si vive, per cui, nell’ottica di una visione olistica, l’iridologo valuterà non soltanto la lettura dell’iride, che gli darà notevoli suggerimenti, ma anche l’intera persona fisica e non e i vari fattori che ne hanno guidato la vita.

Lungi dall’essere un’arte divinatoria, l’iridologia fonda il suo principio sul fatto che ogni settore dell’iride corrisponde ad un organo del corpo umano. 

È noto, per esempio, che gravi disturbi al fegato tingono di giallo la congiuntiva oppure che la pupilla si dilata o si restringe in chi fa uso di sostanze stupefacenti. Allo stesso modo la presenza di macchie o pigmentazione o altri segni manifestano malattie in corso.

 

L’iridologia è in genere indicata per ogni persona che voglia andare più a fondo riguardo la conoscenza di sè e della propria salute, comprendere squilibri momentanei e predisposizioni individuali.

 Il fine è quello di agire preventivamente, cercando di anticipare lo stile di vita più sano che permette alla persona di evitare lo svilupparsi di una certa patologia.

 

Dott. Gian Paolo Botteghin

Il nostro specialista
Dott. Gian Paolo Botteghin – Università Jean Monnet Bruxelles.
Naturopata, Omeopata, Omotossicologo, Iridologo.

“Medicina biofrequenziale, omeopatia, iridologia, elettroagopuntura e decodifica della malattia trattando il conflitto biologico sono alla base della mia formazione e rappresentano l’attuale mio più grande interesse”

Le scoperte scientifiche alla base di questo metodo sono semplicemente un “apporto tecnologico” alla millenaria tradizione della medicina orientale basata sui concetti di energia e dell’agopuntura per la regolamentazione nel corpo degli equilibri energetici.

Il sistema di hardware-software mediante l’invio di segnali biorisonanti, stimola la produzione di attività bioelettrica dei neuroni cerebrali. Con quest’attività come background è possibile amplificare selettivamente segnali difficilmente rilevabili, analizzare le fluttuazioni statistiche, e quindi isolare e decodificare le informazioni che contengono in questo modo, Metatron rileva l’alterazione della radiazione elettromagnetica proprio dove essa ha origine, la decodifica e la mostra sullo schermo del computer dove è riprodotto a colori un modello virtuale dell’organo in esame.

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Cenni Storici

L’origine dell’iridologia moderna è abbastanza recente. Conta appena un secolo, anche se i Cinesi prima, Ippocrate poi, hanno sempre sostenuto l’importanza semeiotica dell’occhio umano per la ricerca dello stato di salute. Dal 1000 al 200 a.c. si trovano dei testi sulla “lettura delle malattie dagli occhi” e Ippocrate (460-375 a.C.) disse: “Tali sono gli occhi, tale è il corpo.”

L’iridologia è nata in Europa, e precisamente in Ungheria e in Svezia, con Ignaz von Péczely e Nils Liljequist. Veramente, nel 1670 esisteva già una topografia dell’iride e una diagnosi iridoscopica ad opera di Phillippus Meyens, ma è solo con Ignaz von Péczely che possiamo stabilire l’origine della vera iridoscopia moderna, nel 1838. Ancor più valore scientifico acquistò l’iridologia con le scoperte e gli esperimenti di Nils Liljequist, Deck, Angerer, Kriege, Schimmel, Markgraf e altri.

Da questo momento l’iridologia divenne una scienza con leggi ben definite.

L’importanza dell’occhio va ben oltre la funzione retinica, poichè possiede anche la facoltà inversa di ricezione. Cioè trasmettere le sensazioni al cervello, così da esso le riceve, manifestandole poi nell’iride attraverso l’alterazione del suo tessuto e del suo pigmento, rivelando così lo stato di salute.

È possibile riconoscere tale rivelazione con molto anticipo rispetto ad altri mezzi di indagine. Attraverso l’iride si può conoscere la costituzione organica del soggetto, la sua vitalità, lo stato e la condizione dei suoi organi, infine si può capire se la situazione è di indole ereditaria o se è stata acquisita dal soggetto nel corso della vita.

Le curiose origini dell'iridologia

L’iridologia è nata in Ungheria nel tardo XIX, ma già in tempi molto antichi l’osservazione dell’occhio era utilizzata in senso diagnostico.

Nella medicina tradizionale cinese, ad esempio, lo studio delle varie zone dell’iride e della sclera corrispondevano agli elementi costitutivi dell’uomo in base ai principi dell’agopuntura.

L’iridologia moderna nacque con il medico omeopata ungherese Ignazio Von Peczely, le cui ricerche ebbero origine da alcune osservazioni personali, alcune delle quali risalenti addirittura alla sua infanzia.

Un aneddoto riporta che Von Peczely, all’età di undici anni, catturò nel giardino di casa un gufo, che, nel tentativo di fuggire, si ruppe una zampa.

Il giovane ungherese notò il formarsi di una macchia nell’iride, nel punto che corrisponde alla gamba nello schema topografico dell’iride.

Questo segno colpì molto Von Peczely, il quale, a distanza di tempo, notò un fenomeno simile in un’iride umana e, grazie anche ai suoi studi in medicina, pubblicò nel 1880 il testo “Introduzione allo studio della diagnosi attraverso gli occhi” e nel 1886 la prima topografia dell’iride.

Prevenzione primaria

L’iridologia può essere importante nella prevenzione primaria, ossia nella ricerca di una disfunzione o di debolezza genetica, molto prima che compaia una specifica patologia, che invece è rilevabile con esami e strumenti utilizzati dalla Medicina ufficiale. 

La prevenzione, secondo questa visione che può sembrare utopia, è mantenere una condizione tale da non sviluppare nessuna malattia; sono abitudini e accorgimenti che potenzialmente non permettono a nessun tipo di patologia importante di insediarsi nel corpo.

L'iridoscopio

Si tratta di un’apparecchiatura composta da un microscopio posizionato su un carrello con movimento tridirezionale che permette lo spostamento del microscopio di orientarsi e allinearsi di fronte all’occhio dell’interlocutore, la cui testa appoggia su un supporto detto mentoniera. 

L’apparecchiatura si completa con sistema di illuminazione indispensabile per la corretta osservazione della struttura iridea.

Il Microscopio

Componente principale di detta apparecchiatura è uno stereo-bio-microscopio che permette di apprezzare la “profondità di campo”, in altre parole, la profondità della messa a fuoco dell’immagine iridea, coinvolgendo nella visione dell’iride i due occhi dell’operatore offrendogli un ampio piano d’osservazione in senso tridimensionale.

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Il detto “GLI OCCHI SONO LO SPECCHIO DELL’ANIMA” è molto appropriato allo studio dell’iride poichè ,osservandola al microscopio o filmandola con una telecamera ad alta definizione , è possibile valutare anche le qualità personali e le attitudini potenziali e caratteriali di ognuno.

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